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Go on wishlist.
Un cellulare nella mia mansarda è come un orosaiwa nel latte in polvere.
vorrei che qualche società avanguardista distribuisse pioniericamente piccoli ripetitori omnitel portatili e direttamente installabili sul tavolo della cucina di casa propria.
Basta pinete, basta aria pulita. La location non cancerogena mi preclude vita sociale telefonica.

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Il mio gatto dorme in piedi.
Ma questo non è sorprendente.
La cosa sorprendente è che ci riesce con una zampa fuori dal piano d’appoggio.
In aria.
Dorme oscillando in modo centripeto.
Voglio trapiantarmi i timpani di un felino.

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ore 19:30 realizzo di essere tornata in Viale Monza.
Il vortice influenzale ha rubato 6 giorni di tempo senza rughe di 24enne potenziale testimonial redbull.
Anche se in verità, mi piacciono le rughe.
Ne ho una in formato tif di Clint Estwood.
Pesa 2 giga.
Voglio la massima risoluzione per le opere d’arte.

24.11.02


November Rain

Il 24 novembre 1991 ero una tredicenne.
Ascoltavo ancora Radio Reporter, i cui virtuosismi umoristici sono documentati adeguatamente su cassettine adolescenziali dal valore inestimabile e in parte perse per sempre nel furto della mia macchina in Viale Monza.
Non che sia scontenta di fortificare la preparazione musicale di qualche mente criminale con pezzi del livello di Would. Ma.

Ricordo perfettamente di averlo sentito nel notiziario di quella Radio.
Era morto lui, l’omosessuale più carismatico di cui abbia mai comprato più di tre cd.
Il mio primo gruppo musicale in assoluto, dopo le compilation in 45 di Eather Parisi e un Sanremo remoto che ammuffisce sotto l’Enciclopedia Delle Donne, grande acquisto del passeggero e violento femminismo materno.
Freddie ha chiuso definitivamente la mia adolescenza con una lacrima e uno sguardo fisso a una cassa nera kenwood.
Non avevo neanche avuto la possibilità costituzionale di andare a un suo concerto.
Wembley si era consumato senza di me, nel suo trionfo britannico di petti nudi e pantaloni attillati.

Freddie. ti idealizzavo così tanto che ho sempre voluto pensare che quello fosse finto ermellino.
Ti idealizzavo così tanto che nella mia ignoranza linguistica bycicle race era una profondissima canzone d’amore.
Così tanto che comprare l’anello con teschio dei Guns N’Roses fu quasi tradimento.
And it’s hard to hold a candle
In the cold November Rain

23.11.02

due messaggi in segreteria, ubriachi, senza senso.
apro il pianoforte nero, spolvero i tasti guardando nel vuoto.
ascolto le mie dita ubriache e senza senso, come se non fossi io a controllarle.
gusto amaro quando cose che erano profondamente tue sfuggono del tutto alla comprensione

21.11.02

Domani chiusura trattativa.
Mia presenza: inderogabile.
Livello ristorante: Poltrone di muscolo umano.
Perchè mi lamento: Il mio carisma verrà seppellito dal fascino dei ravioli in brodo che richiederò formalmente al cameriere come primo, secondo dolce e frutta.
E non sottovalutiamo i conati che dovrò nobilmente contenere al passaggio di molluschi e crostacei variabilmente aromatizzati.

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Premessa : temperatura interna di oggi 38,5
Emicrania: monumentale.
tachipirina: 3 volte al giorno alle ore: Padrino2, Dharma&Greg, StarTrek.

Sister: Venerdì vai a lavoro?
Arkangel: Non lo so, non do risposte per un futuro così lontano.
Sister: dai lo devo sapere.
Arkangel (realizzando): oh, ma scusa, cosa ne devi fare della MIA mansarda venerdì?
Sister: Devo dare lezioni di inglese al mio amico.

Precisazioni. Sister in seguito a 4 anni di fidanzamento si lascia con l’ingegnere dopo pochi mesi di lezioni di inglese con mister Svizzera 80.
Concretizzo le associazioni tra numero 5 libri di inglese livello elementare comparsi sul mio tavolo, cd di alanis morissette onnipresente nel mio stereo, pianoforte spalancato, spia del lettore dvd accesa.

Arkangel: senti, mica starai usando la mia casa come un pied à terre??
Sister: piedatèr? Mi spieghi.
Arkangel (glissando): cosa fate nella mia fottutissima, disastrosa mansarda?

Precisazioni. Quando lavo la biancheria intima non la metto nei cassetti ma mi piace spargerla sul pavimento.
Non è vero. Ma qualche reggiseno mi sarà capitato di lasciarlo in giro. Cazzo.

Sister: ma niente niente. Figurati. Ogni tanto mi suona qualcosa al pianoforte.

Precisazioni: non lo accordo da 8 anni perché quando suono voglio dare speranza alla drammaticità di Chopin.
E sono gelosissima della mia polvere cacofonica.

Arkangel: ah, cosa suona?
Sister: quello che vuoi, ha un orecchio…mi suona alanis morissette
– bingo –
i queen, tiziano ferro..
Arkangel: a parte che quando si fanno gli elenchi spesso si offende qualcuno; io la chiave non la faccio cambiare basta che a casa mia non fate niente.
Sister: ma stai scherzando? Non è neanche il mio tipo, non mi piace.
Si, però ti sento meglio stasera, mal di testa passato?ok venerdì vai eh, ciao.

Oggi realizzo che il mio habitat è stato regolarmente contaminato e che non esiste un detergente antisettico retroattivo.

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Conversazione telefonica ore 2.30
M.Forest: ti sei ricordata di dar mangiare ai batteri?
Arkangel: si. La tachipirina me li disidrata.
In realtà oggi la premurosità di mia madre mi ha fatto trovare semolino + perecotte + giornali scandalistici femminili. Gh:(
M.Forest:E’ proprio vero che NESSUNO conosce i tuoi gusti meglio di tua mamma.
Arkangel: E non dimentichiamoci il particolare snob del bicchiere di plastica no-contagio.
M.Forest: E la mascherina protettiva mentre ti parlava.
Arkangel: sì, ma lo faceva per me. Lei è maestra e sa come moralmente soffrirei per la responsabilità di 24 piccole influenze incubate da bambini innocenti.
M.Forest: Ma allora domani sei in Viale Monza?
Arkangel: E’ più probabile che mi trovino sotto l’agenzia morta o svenuta insieme a venti foche e una trentina di gabbiani tutti ricoperti di petrolio.

19.11.02

Lunedì 18.11.2002
Martedì 19.11.2002
due dei giorni più deprimenti della mia vita.
Febbre altissima, emicrania persistente.
Non posso leggere, scrivere, alzarmi, tranne in piccoli spazi di tempo concessi dall’elevata dose di paracetamolo nel sangue.
La più grande tortura che si può infliggere alle insonni iperattive.
Altro feroce supplizio: la tv pomeridiana. Quando non hai la forza di alzarti per mettere Il Padrino II in lingua originale nel lettore, o ti barrichi nel canale mtv oppure subisci il dna di costanzo distribuito sottovuoto alle reti mediaset.
Morirò di depressione.
Chi mi conosce potrà dire di aver incontrato la persona che copriva completamente tutto il target di star trek delle 2 di notte.
La mia ultima cena sarà a base di pastina a stelline con un tocco snob di parmigiano.
Altamente indigeribile, con lo stomaco in queste condizioni.
Spero di avere in casa ancora quella bottiglia di montenegro.

18.11.02

ore 00.05 Febbre: 38.4
Non avevo letto le cointroindicazioni delle sedute piovose sui tetti.
Per non incorrere allo stesso errore leggo quelle della tachipirina: “se associata ad alcuni altri farmaci si possono verificare gravi reazioni avverse.”
Avendo clamorosamente assunto qualche farmaco blando preventivo, attendo in silenzioso orgoglio le avversità.
ore 0.12 Peggioro romanticamente nel versante Brividi.
Mi accorgo di aver glissato su parti fondamentali delle controindicazioni.
Ecco in breve il mio iter patologico prima di guarire dall’influenza:
shock anafilattico;
edema alla laringe;
trombocitopenia e etimologicamente lo sottolineerei;
nefrite interstiziale, letta in principio: esistenziale.