11.1.05

Le auto a trazione posteriore in caso di ghiaccio farinoso depositato su strada, per legge sono costrette a girare con l’adesivo “arroganza” fornito dallo stato.
Ore 1.00, strada a due corsie e mezzo. Larghe.
Quello che la mia diottria percepisce come gatto nero attraversa la strada, ma poteva essere
a. un passante molto brutto
b. una granata rasoterra
c. gesù rasoterra
inchiodo in quinta.
Dopo due 360 qualcuno applaude.
Nella ripresa della scalata verso i 180, flash.
Girato l’angolo buio, un fascio di raggi cymk invadono la strada, lucine di natale fucsia compongono la scritta lampeggiante ‘Autovelox’, un paio di poliziotti sbucano in parrucca dal camerino e mi fermano con un lanciarazzi.
Esco infallibile dall’auto. “Scusate, qualunque velocità dichiari la vostra apparecchiatura avveniristica, andavo a 51. Se rilevate una diversa velocità, ho un problema meccanico sul contagiri, andate a cantù, interpellate il mio meccanico T.A. e già che ci siete, ditegli che la mia macchina dopo i 205 comincia a fare rumori strani.subdoli.mi innervosiscono.”
Soldato Vasquez: “51? Adesso vediamo. Mi favorisca patente e libretto.”
Non so cosa sia il libretto. Consegno regolarmente una ventina di fogli rilegati in una custodia, contenenti : intero atlante stampato di mappe iol, articoli di focus sul significato dello sbadiglio, fotocopie di “Astrologia” (Sementovsky), un poster di Sean Connery 007 con la pistola puntata, vari fogli a ingombro. Nell’ingombro un poliziotto trova sempre inspiegabilmente il libretto. Poi gli dico di rimetterlo in mezzo ai fogli, io non voglio sapere. Non è di mia competenza, perdio.
J.Vasquez :78, andava a 78.
Io: Settantotto. Non posso prendere una multa per una velocità che supero uscendo dal garage.
J.Vasquez: io ho preso una multa a pontechiasso perché andavo a 53
Io: e allora? Io ho fumato una sigaretta in un locale pubblico, espirando su due neonati
J.Vasquez: quanti punti ha signora.
Io: 4
J.Vasquez: no, 2.
Io: non vedo nessun cartello di limite.
J.Vasquez: è un centro abitato.
Io: non vedo nessuno.
J.Vasquez:là in fondo ci sono due puttane.
Io: ecco cosa strisciava in mezzo alla strada.
J.Vasquez:le conviene fare i corsi.
Io: dovrebbe sapere che i corsi sono una leggenda metropolitana.
J.Vasquez: firmi qui.
Io: no. la foto non mi assomiglia per niente.
J.Vasquez: non importa, l’abbiamo fermata.
Io: me lo dimostri.
J.Vasquez: lei non girava con l’adesivo “Arroganza”
Io: ha ragione. Ho due punti. Cordiali saluti.

21.12.04

Preparativi in casamadre. All’entrata una serie di luci intermittenti ci contrassegna in tutti i tomtomnavigator come centro commerciale. I boeing che partono da malpensa vedono chiaramente la scritta che compongono, W GESU’.
Dalla parte superiore della E, superfiorella spalanca la finestra e scarica centoquaranta decibel di so this is christmas sulle strade. Saluta da tenore.
Nell’atrio il presepe ufficiale, statuine del 1911 su muschio autentico, pecore di legno-ceramica-das fatte da me alle elementari-plastica, la grotta rustica con sopra nikita (angelo Gabriele sciolto nell’acido per incidente 1987), qualche carro armato del risiko.
Per raccogliere il muschio, la spedizione nei boschi limitrofi guidata da superfiorella con il berretto di babbo natale. Dietro mio padre, in macchina, che con i fari le illumina il culo con sguardo satirico.
Per rafforzare l’atmosfera natalizia, sette renne sono chiuse nel frigorifero, le finestre sono decorate con fiocchi di panna leccabile e mio fratello esce a puttane.
Mi vengono incontro con il menu scritto su papiro e mi chiedono di preparare graficamente i segnaposti. Rispondo che non ho il programma segnaposti editor, mia madre dice “Peccato.”
Poi discussione privata in stanza chiusa. Superfiorella mi chiede cosa sia meglio regalare a mia sorella, se il capotto gucci o la cintura dior, e dichiara orgogliosa che a mio fratello regalano il pc nuovo.
Poi mi mette in mano un catalogo di lenzuola della bassetti e mi dice: scegli.

16.12.04

sconosciuto: Si, parlo con il dottor Masulli?
Io: No, ha sbagliato.
sconosciuto: Mi scusi, ho fatto questo numero. 347******* – dottor Franco Masulli.
io: è il mio numero.
sconosciuto: E quindi lei è il dottor FRANCO Masulli?
.

14.12.04

Domenica. Raduno di tutti i lombardi che portano dignitosamente il mio cognome per gli 80 anni di Santa Lucia, l’antenata più anziana della Famiglia che vanta settanta casi su cento di tumore al polmone.grazie.
Tra l’altro aprendo a caso il libro delle Risposte, alla domanda Mi verrà un tumore ai polmoni, il volume ha risposto : chiedilo a tua sorella.
Causa blocco strade il convoglio di 40 auto e dodici furgoni svizzeri contenenti vichinghi imparentati si sposta con la bandierina su ogni cofano con la foto di mia nonna.
Tutti tranne l’ammiraglia di mio padre che porta quella di S.Segall
Due elicotteri della polizia ci scortano al ristorante L’Unto, sei nocs dietro e sei davanti aprono e chiudono il drappello correndo. L’ammiraglia di punta mantiene il passo sui 70km/h, poi scende a 65; a 50 mia sorella mi disegna con l’uniposca un puntino sul cuore, e tiene in verticale la siringa di adrenalina. Nel tragitto una Wolkswagen Coraggio ci taglia la strada. Santa Lucia abbassa il finestrino oscurato, appoggia il mitra e spara alle gomme. Alza.
Si arriva all’Unto. Dai furgoni gli svizzeri fanno uscire dodici bovini frizionati con l’olio di padre pio e li accompagnano in fila indiana nelle cucine. Per ultimo esce un signore biondo con il cappello con le corna e un tirapugni. Le armi da fuoco danneggiano la carne.
Santa Lucia entra nel ristorante, si fa togliere la pelliccia del ’21 da un cameriere turista (per santa lucia, i non brianzoli sono tutti turisti), scorre la panoramica della sua discendenza e dice Allora, mangiamo e finiamo in fretta questa buffonata.
Ore 13. i dieci minuti di attesa-antipasti per un brianzolo sono l’inferno.
Zio S. si lamenta che in dieci minuti costruiva un armadio a diciannove ante.
Mio padre che in dieci minuti faceva tre partite di FreeCell. perdendone due.
Pietro (dai 3 ai 5 anni) sale in piedi sul tavolo e beve avidamente la saliera a garganella, dimostrandoci che bisogna abbattere i tempi della nutrizione quando fuori ci sono 300 mq di fango sfruttabile.
Io sono seduta davanti a mia cugina Immacolata Conc, sposata 2003 a anni 23, madre 2004 a anni 24. Il rospetto di 3 mesi (forse) dorme in carrozzina a ore 13. Il marito è un feticcio di legno depositato sulla sedia.
Se la prassi rispettosa di un raduno familiare prevede zie quarantenni frusciare intorno alle ventenni stimolando istinto materno e sollecitazioni di nozze e gravidanza, io ho una cugina più giovane di me che sincronizzata agli affettati di bormio scarica sul tavolo un Quando ti decidi a sposarti e fare un figlio.
Io e mia sorella apriamo la seconda bottiglia di rosso.
Rapida occhiata al rospo: no, grazie.
Che poi. Dopo alcuni anni in cui tuo figlio è solamente un’estensione dei tuoi capezzoli, comincia a crescere, impara a parlare, e a tre anni è un idiota.
Mia sorella, psicologa: non è un idiota, è un bambino.
Io: No. È un idiota.
Psicologa: i bambini non capiscono un cazzo.non capivi un cazzo neanche tu.
Io: non lo puoi testimoniare.Inoltre uno che gioca a chi dice Forbice a voce più alta è un idiota.
Pietro no. Pietro (dai 3 ai 5 anni) non gioca a forbice ma si sta rotolando indisturbato nel fango da 25 minuti.
Ore 14. gargarismi di taleggio.
Immacolata Conc, dopo la sigla, dà il via al resoconto splatter del parto.
Feticcio sostiene la descrizione vibrando la coda dell’occhio.
Ognuno ha diverse reazioni di fronte al report, a seconda del background vissuto in campo parto. Mia sorella E.R., mio fratello TheSims2, io l’esorcista.
Ore 15. Fonduta di burro.
Al risotto, Imm Conc tira fuori una tetta da 2 kg e con il polso da falegname ce la sbatte sul tavolo.
Pronti.
Feticcio dice: è ora della pappa per il coso calvo che abita in casa mia da un po’ di giorni. Poi torna a tradurre Pinocchio.
Quando sento la parola “pappa” sono colta dai tipici sintomi della lebbra.
Mia sorella mi porta fuori a fumare una sigaretta, con in mano il chianti per sicurezza.
Ore 16. Superfiorella intollerante ai latticini sta divorando la coppa gelato alla crema. Zio S. affronta con me discussioni religiose ai confini della rissa.
Per inciso non ho dormito un cazzo.
Alle 16.30, santa Lucia si alza dal tavolo e decide che le facezie sono terminate.
Grande Chef: tutto bene, le è piaciuto?
Santa Lucia: mah. Se lo dice lei. Buonasera.

3.12.04

L’esorcista dei tetti è un uomo anziano sulla settantina. Quando arriva a casa vostra dichiara insistentemente di essere un mutatore regolarmente interpellato dal condominio.
Ma no. L’esorcista dei tetti è stipendiato dalle Edizioni S.Paolo per liberare dal demonio tutte le infrastrutture intorno agli abbonati di famiglia cristiana.
Se un vostro coinquilino è abbonato, arriva una volta al mese a metà mattina, suona il campanello tre volte.
Ti fissa quindici secondi facendoti capire che tu non sei proprio a immagine e somiglianza di dio, poi con espressione neutrale chiede: E’ QUI IL TETTO?
Con lo stesso atteggiamento con cui entrando in chiesa tu chiederesti a un prete: scusi, è qui dio?
Si. oggi è qui.
Sale sul tetto con agilità.
Poi lo chiudi fuori per amnesia, ma regolarmente sparisce verso mezzogiorno in una nube di neutrini.
Non si capisce cosa aggiusti, dato che l’unico attrezzo che porta sul tetto è una croce al collo.
Ma dopo ogni sua comparsa, explorer non ti legge più i css e hai come una sensazione di orapronobis nello stomaco

25.11.04

Ore 0.00, Mansarda.
In mezzo all’apocalisse di fumetti di C&Hobbes che precipitano- bicchieri rubati che si infrangono- quadri originali di schiele che si staccano- urla in lontananza- io, serena, tengo ferma la bottiglia del Baileys.
Quando prevede la scala Mercalli 8 il mio gatto prende a testate il frigorifero. Il fatto che lo faccia anche quando deve cagare è un dettaglio.
Mio fratello ruba bicchieri dai locali e li regala a me. Li devo ripulire dal vomito collettivo, ma non c’è una birra slovena che non posso bere nel suo bicchiere originale. Questo è il suo modo di dirmi che è di sinistra.
Tra l’altro non c’entra un cazzo ma non ho tolleranza per chi beve la warsteiner nel bicchiere di nonna papera.
Ma.
Ore 0.10 CasaMadre.
Superfiorella in camicia da notte bianca, papalina e candela è già su TerremotoChannel da 10 minuti. Entro, scene di commozione pubblica, allora sei viva, sei viva. Mi tocca le orecchie (mia madre capisce se sei vivo dalle orecchie), scivola in cucina e prepara le provviste per il Giudizio Finale. Mio fratello Sid Vicius mi dice sottovoce che è colpa sua, lo ha punito Dio, mi mette in mano un bicchiere Moretti e scappa correndo. Poi va su internet a cercare di iscriversi all’associazione Donne Possedute.
Un giornalista comunica che non ci sono stati danni nè isterie collettive, mio padre guarda superfiorella che mette il latte nei termos e tira fuori la sua migliore espressione di :vieni cinque secondi qui, pirla.
Mia nonna Santa Lucia e parte della parentela dimostrano di avere larga conoscenza scientifica degli eventi sismici.
“l’epicentro deve essere in svizzera”
“noi non siamo sismici”
“il lampadario è ancora su ma mi è caduta la dentiera in bocca”
“questa è la scossa di avvertimento, l’ho letto su Donna Moderna”
“(santa lucia, 80 anni) : dicono che è peggio per chi sta nei piani alti, ecco, tu che stai in mansarda rischi, vabeh, menomale che io sono al secondo piano và (seria)”
Mia sorella ha già contattato i suoi 30 amici cosmopoliti per avvisare del suo stato di pericolo ancora in atto e chiedere se hanno sentito la scossa.
“in puglia non l’hanno sentita”
grazie.
Preparativi per l’evacuazione.
X-file rimane sveglio di guardia fuori sul marciapiede.
Superfiorella va a dormire con la giacca a vento e gli scarponcini.
Io approfittando del dramma complessivo sciacallo tutto il cibo che c’è in cucina.
Il meeting si chiude con Santa Lucia : “speriamo di vederci TUTTI domani.”
Nel TUTTI mi guarda scuotendo la testa.

11.11.04

Casello tangenziale, ore 3.30 am
Nelle corsie del telepass sono ancora in coda dalle 18.
Corsia Cash, deserta. Buonasera.
Nella sua cabina, Jim Morrison mi guarda terrorizzato. Vedere un essere umano, a quest’ora, senza la viacard. Fa un gesto inconsulto, il classico gesto di chi nasconde i cristalli di mescalina in cassa. E’ invecchiato, narici ingrossate e labbra umide. D’altronde vive con il terrore che qualcuno apra la sua tomba a Parigi e trovi il cadavere di un capretto. Mi guarda, gli passo un euro.
Febbrilmente lo mette nel cassetto delle monete, cerca qualcosa ansioso, mi dà il resto di un euro e apre la sbarra. Saluta con la mano, chiude la saracinesca e spegne tutto il casello.
Dal finestrino retrovisore mi sembra di vedere Pan e Chirone galoppare verso Lainate.
No. ma io comunque l’euro non l’avevo ancora leccato. E mi sono accorta solo adesso che mi ha ridato la stessa cifra, e chiaramente vivo con il rimorso giuridico di non aver saldato la tassa onestissima per aver percorso tre km di tangenziale.

8.11.04

A Milano c’è la fiera del Tonno che va da maciachini a via sabina.
70 minuti di traffico sulle corsie preferenziali, un anziano con treppiede supera una M3 e attraversando insulta bush. Dietro la fila si inchioda un’ambulanza. Due paramedici aprono lo sportello posteriore, prendono in spalla la branda con un ferito e si mettono a correre per viale abruzzi.
Semaforo verde. fermi.
Se in una coda cominciate a sentire la parata crescente dei clacson, quella che ha iniziato sono io.
Anche per un cazzo.
Uno degli attori del buono, il brutto e il cattivo mi bussa al finestrino, scusa, fumi?ne hai una?
Gli regalo il pacchetto di lucky strike che il distributore mi ha consegnato al posto delle barclay. Tò.
Il fornitore del distributore automatico di via Dante a Cantù ha la convinzione che nessuno veramente acquisti barclay per scelta. Quindi inserisce di tutto, dai disegni dei figli che frequentano la scuola materna alle tavolette del kukident. Un venerdì mi ha espulso un’arancia.
Le lucky strike sanno di piedi. Bbc mi guarda come guarderei io Ferruccio Amendola, e capisco che è anche la sua marca preferita. Intanto, per distrazione, davanti a me si è aperto un varco di strada quasi di quattro centimetri.
Parcheggio nei dintorni del foyer. Nei 300 mt di carreggiata deserta e buia che mi separano dal locale, vedo la pizia. Ora, considerando la mia diottria, le lenti autoprescritte e che al buio vedo come la macchina fotografica digitale (pixel verdi e rossi), io vedo la pizia.
In realtà la ragazza, Eleonora se ricordo, se la prende moltissimo perché nessuno le hai mai detto ciao, tizia.
E le dico che io chiamo tutti tizia o tizio e saluto gli sconosciuti per educazione familiare.
Ore 20 Vane mi accompagna come un cieco verso l’entrata.
Spiritum sotto i vestiti ha già il pigiama.
Fondamentale il coefficiente di attenzione che si respira nel locale. Un ragazzo, clone involontario di silent bob, cerca di fare l’estrazione dei numeri per regalare i software dell’anno, photoippica98, bgeorg64, SpaceInvaders. Al secondo numero si accorge di essere solo al mondo e comincia a buttare in aria le scatole e i freedrink. Poi esce dal locale con una mazza e va a spaccare i finestrini delle macchine parcheggiate.
Verso una cert’ora il blackout parziale. Le cameriere anziché ritirare i piatti con il risotto afferrano parti basse a caso e le trascinano in cucina. Nessuno si oppone. L’unico tavolo illuminato è quello di Loredana e Scarpa. I camerieri assegnati a quel tavolo posano le portate con le bighe e i cavalli, vestiti in smoking. Qualcuno dice di aver visto un cameriere portargli 6 astici vivi da scegliere. Loredana è l’unica persona al mondo che può dire porca-paletta senza che io abbia voglia di bruciarmi viva.
L’indignato, che sotto è un culturista, traina una telecamera da 28kg e riprende il pavimento per 45 minuti. O almeno è quello che dirà quando troverà il suo cavallo decapitato tra le lenzuola.
Ah. Io.
Io ho lasciato la mia borsa aperta su una sedia per tre ore.
All’interno chiavi della macchina e seconde chiavi della macchina (saggezza), 80 euro, due blister di valeriana uno di stilnox, 7 accendini un cellulare caduto 34 volte e bagnato 3, una card del padrino dove fredo piange davanti a marlon brando trivellato, carta di credito, bancomat con scritto dietro in indelebile il codice, chiavi di casa con il portachiavi a forma di mappa per trovarla.
Ecco, per dire, quando l’ho ritrovata, c’era tutto.

3.11.04

190.
10 secondi del pezzo dei keane per 90 volte.
Diventa nauseabondo alla ventesima.
Alla trentesima li odio.
Dopo la cinquantesima rigo con la chiave la traccia del cd.
“buonasera sono Bernadette in cosa posso aiutarla”
“Ho fatto una ricarica online di X euro. Sul cellulare mi è arrivato il messaggio di ricarica che mi segnalava l’accredito di Y euro. Mi dica com’è possibile.
voglio solo sapere chi di voi da adesso in poi farà acquisti con la mia carta di credito, per capire se almeno non mi sta sul cazzo”
Bernadette (angosciata): “ma guardi..dovremmo chiamare quelli del web..”
Quelli del web: “buonasera sono quelli del web in cosa posso aiutarla”
“Ho fatto una ricarica online di X euro. Mi è arrivato il messaggio di ricarica che mi segnalava l’accredito di Y euro. Mi dica com’è possibile.voglio solo capire se devo imparare a fare il napalm in casa.”
Quelli del web (ci pensa un attimo. Poi si illumina.): “ahhh…… si.
probabilmente quando ha messo il suo nickname nel login ha sbagliato minuscole e maiuscole.
Aveva il CAPS? “

28.10.04

Premio alla vodafone perché riesce ad abbattere anche le canzoni di gruppi decenti.
E questa donnina che paghiamo per andare in giro a dire è tutto intorno a te, onestamente, ha rotto il cazzo